Andrea Longhi – Illustratore

“C’erano 39 gradi e gli acquerelli si asciugavano troppo in fretta.
Non vedevo l’ora di mangiare, farmi una doccia e dormire…
ma quel posto era troppo bello e non potevo non portarmelo a casa.”

 

Andrea è un illustratore, ma la sua grande passione è disegnare per la strada. Nei suoi carnet di viaggio troviamo una sintesi della sua varia formazione nel fumetto, nell’illustrazione, nella pittura, ma non solo.
I suoi schizzi da viaggio sono un ricordo che si riflette sul foglio in un’atmosfera delicata e semplice.

 

In che modo il viaggio fa parte della tua vita?

Il viaggio è un bisogno, penso faccia parte dell’essere umano quello di voler vedere cosa c’è oltre l’orizzonte. Quando torno da un viaggio ho sempre qualcosa in più, un ricordo, un incontro… se lo vivi così penso diventi una necessità. Ovviamente è un modo per staccare, ma viaggiare e andare in vacanza son due cose diverse. Il viaggio è faticoso, alle volte scomodo ma incredibilmente appagante . Io almeno lo intendo così. Senza la tua routine quotidiana, le tue cose, hobby, amici ecc. hai più tempo per pensare. Credo che questo sia l’aspetto più importante del viaggio.

 

Come hai imparato a disegnare?

È banale ma mi è sempre piaciuto disegnare, dopo le superiori ho frequentato la Scuola del Fumetto di Milano, 19 anni fa. Non ho mai cambiato strada ed eccomi qui, lavoro come illustratore.
Per quanto riguarda il disegno “da carnet” ho cominciato a disegnare per strada nel 2006, volevo studiare la prospettiva ma nel giro di poco tempo è diventata una passione. Ho la fortuna di avere un bagaglio tecnico piuttosto ampio e uso nei miei carnet quello che ho imparato con il fumetto, l’illustrazione e la pittura  avendo la possibilità di sperimentare. Non è una tecnica dogmatica, è una continua scoperta. Quindi continuo ad imparare facendo. Il carnet lo consiglio caldamente a chi vuole imparare a disegnare; fa fare passi da gigante.

 

Andrea Longhi - Illustratore
La vista dell’ingresso al porto di Belle Il – Bretagna

 

 

Parla dei tuoi carnet di viaggio. cosa vogliono esprimere?

I carnet sono ricordi, quando disegno non lo faccio per esprimere, non sono fatti per comunicare ma per ricordare.
Per disegnare ho bisogno di tempo, ormai ognuno di noi gira con un telefono con cui scatta foto su foto, spesso sono scatti “usa e getta”. Io impiego molto più tempo di una macchina fotografica e questo mi da la possibilità di osservare attentamente, di gustarmi luci, ombre, colori,  odori, rumori…vivere il momento. Spesso guardando un mio vecchio disegno ricordo dove l’ho fatto, cosa è successo mentre disegnavo. Sono pezzi della mia vita. Mi piace comunque farli vedere e sentire le impressioni di chi li guarda. La cosa più bella che mi sento dire ogni tanto è  “qui ci sono stato ma nel tuo disegno è molto più bello!”. Credo che lo dicano perché rappresento “il bello che vedo”. Ecco, forse è questa la risposta alla domanda: esprimere il bello, anche nelle cose più semplici.

 

Puoi spiegarci del tuo progetto “I 5 blogger”?

“I 5 blogger” era un progetto nato su richiesta dell’Ente Per Lo Sviluppo Del Turismo In Francia. Ad Angoulême ogni anno in gennaio si svolge il più importante festival del fumetto a livello europeo. Credo che a parte gli appassionati di fumetto in Italia nessuno abbia sentito nominare questa piccola città e men che meno la regione dove si trova, il Charonte (che letta all’italiana non promette nulla di buono ma vi assicuro che è un posto incantevole).
L’idea era semplice: prendere cinque persone dell’ambiente del fumetto con peculiarità differenti che potessero raccontare i luoghi visitati tramite i canali social. Daniele Bonomo essendo un disegnatore umoristico ogni sera creava vignette umoristiche per raccontare gli aneddoti della giornata, Roberto Recchioni, scrittore e sceneggiatore e Matteo Stefanelli, saggista ed esperto della storia del fumetto, raccontavano con la scrittura, Paolo Campana è un grafico, quindi aveva un occhio di riguardo per tutto l’aspetto grafico e visivo ed io raccontavo il paesaggio e la città coi disegni. Lo stesso anno a settembre ci chiamarono per un tour in Bretagna, la squadra cambiò un pò, in panchina Stefanelli, al suo posto Lorenzo LRNZ Ceccotti, disegnatore di fumetti ed illustratore. Poi ci furono diverse incursioni nelle principali manifestazioni italiane dedicate al fumetto tra cui Napoli e Treviso, con un altro cambio: fuori LRNZ dentro Mauro Uzzeo, regista e sceneggiatore. Il progetto durò un paio d’anni (parecchio divertenti).

 

Scegli uno o due disegni che per te sono emblematici e spiegaci perché.

 

Andrea Longhi - Illustratore
Cina – Palazzo d’Estate dell’Imperatore

 

Per me il valore del disegno dipende da quello che c’è dietro, perciò devo mettere un disegno fatto in Cina, in particolare questo è stato fatto al Palazzo d’Estate dell’Imperatore. Era il secondo giorno che passavo lì dentro; è un parco sconfinato con una marea di templi ed edifici, c’è anche un lago. Per disegnare questo pezzo mi son preso tre ore, ero in piedi dalle 5 di mattina ed era pomeriggio inoltrato, nel tempo che son stato lì saranno passate non più di dieci persone. C’erano 39 gradi e gli acquerelli si asciugavano troppo in fretta. Non vedevo l’ora di mangiare, farmi una doccia e dormire…ma quel posto era troppo bello e non potevo non “portarmelo a casa”.

 

Andrea Longhi - Illustratore. Angouleme, Francia
Angouleme – Francia

 

Il secondo disegno l’ho preso dal carnet che ho fatto durante il festival del fumetto di Angouleme nel 2012. Come ti ho raccontato nella precedente risposta ero lì per conto dell’Ente Per Lo Sviluppo Del Turismo In Francia. Mi hanno proposto di salire sulla torre del municipio, generalmente chiusa nei mesi invernali, per disegnare la città dall’alto. Una proposta ghiottissima. Poi ho capito perché solitamente è chiusa: tira un vento pazzesco lassù e a gennaio a due sotto zero non è il massimo… ho resistito 4 ore, il disegno che vedete è lungo 97 cm, una bella “sleppa” da disegnare in piedi in quelle condizioni. Il giorno dopo sono stato malissimo ma ne è valsa la pena!

 

Quanto tempo è necessario per fare un disegno?

Domanda molto difficile, ci sono in gioco tantissime variabili:
1. La complessità del soggetto: il Duomo di Milano è più complicato di una chiesina romanica tra le colline toscane. Ma questo aspetto è influenzato a sua volta dai seguenti quattro fattori.
2. La dimensione del supporto: non sempre ho la possibilità di portare con me fogli di grande formato, anzi, quando viaggio non ho mai nulla che sia più grande di un A5 (15x21cm) per questioni di spazio, trasportabilità e peso.
3. Gli strumenti usati: li cambio spesso in funzione del soggetto che voglio rappresentare o semplicemente di come mi gira.
4. Il tempo che ho a disposizione: non sempre sono io a decidere, alle volte sono le circostanze. Magari devo correre a prendere un treno, andare a cena o chiude il museo nel quale mi trovo. É disegno “da viaggio” e nel viaggio non sempre sei tu a decidere le tempistiche.
5.  Le condizioni in cui disegno: se sono seduto comodo posso starci le ore, ma se sono in piedi, magari sotto il sole di ferragosto, in mezzo alla neve sotto zero o sta per piovere…devo sbrigarmi! Posso metterci pochi minuti, con un risultato ovviamente discutibile, a diverse ore.

 

Andrea Longhi - Illustratore
Cison di Valmarino (TV) – 50X20cm

 

Sei ispirato da qualcuno?

Generalmente esco e disegno, non ho bisogno di ispirazione, anzi capitano dei giorni in cui non riesco a lavorare, il foglio bianco mi blocca. Allora prendo il mio quaderno, esco, faccio un paio di disegni in giro, torno e mi rimetto a lavorare. Disegnare dal vero svuota la mente, mi concentro su ciò che vedo non su cosa devo fare. Per me è un buon modo per “resettarmi”.

 

Qual è il tuo artista preferito?

Tanti e sconosciuti. Il mondo del carnet salvo qualche rara eccezione non è fatto di rockstar ma di “anonimi molto bravi”e c’è da imparare da ognuno. Vi consiglio di farvi un giro sulle pagine di Urban Sketchers, ce ne sono molte, quasi ogni paese ne ha una. Lì troverete disegnatori bravissimi. Visto che mi chiedi un nome però direi James Gurney, unisce le due cose che amo: l’illustrazione e la pittura all’aria aperta. Trovate i sui video su YouTube. Rifatevi gli occhi!

 

Andrea Longhi - Illustratore
Duomo di Novara a colori – 24X18cm

 

Qual è stata l’esperienza più significativa in uno dei tuoi viaggi?

Di sicuro i due mesi in Cina mi hanno lasciato un segno profondo per diversi motivi. Mi spostavo quasi ogni giorno quindi nello zaino avevo veramente il minimo indispensabile. In quel caso mi son reso conto di quante cose extra ho a casa. La nostalgia è stata fondamentale per farmi apprezzare il quotidiano, i miei posti, la mia famiglia, gli amici…La difficoltà di cominciare e quindi la bellezza di riuscirci: ero un alieno atterrato su un altro pianeta, anche le cose più banali erano grandi conquiste.
Visto che qui lo spazio non manca trascrivo un pezzo del diario di quel viaggio, così vi faccio capire cosa vuol dire per me viaggiare.

…torniamo in albergo a recuperare i bagagli, secondo la guida dobbiamo prendere un pullman per Nanning così da poter raggiungere le cascate Daitian. Il nostro accompagnatore passa alla stazione di Zaoqing a mezzanotte, con calma olimpica mangiamo un boccone e verso le 23:30 con un taxi andiamo alla stazione delle corriere che…scopriamo essere chiusa!
Ora non voglio dire che mi si è gelato il sangue nel vedere la stazione deserta, non sarebbe dignitoso; e poi… in Cina una soluzione si trova sempre.
Certo l’idea di dover trovare un alloggio a mezzanotte non mi entusiasma. 
L’autista deve aver letto la perplessità mista allo sconforto sui nostri volti e comincia a parlarci e ad indicare un gruppetto di persone fermo, con una montagna di bagagli dall’altra parte della strada. Fio, che già da un mese viaggia da solo, è sicuro: quella è la fermata dei bus notturni.
Stiamo tirando fuori i nostri fagotti quando un pullman ci sfreccia accanto alzando un polverone. Il taxista ci indica quel missile terra-terra e dice “Nanning!” Il mio socio ed io ci guardiamo, lanciamo gli zaini in macchina e sventolando dei soldi urliamo “CORRI!” L’inseguimento è più arduo del previsto, quel pullman maledetto si lancia in sorpassi suicidi e guadagna terreno, la strada si stringe per dei lavori in corso, a questo punto sembra impossibile raggingere quel kamikaze ma… ho sottovaluto ancora una volta la follia dei cinesi: il nostro autista, che col senno di poi deve essere un parente di Steve McQueen, lascia la striscia d’asfalto e sorpassa sullo sterrato a destra. Persa ogni inibizione e buon senso tiro giù il finestrino, mi sporgo fino alla cintura e comincio a sbracciarmi per attirare l’attenzione dell’autista del pullman.
Assalto alla diligenza riuscito: si ferma. Con tutta la polvere che ho mangiato comincio a sputare fango. Paghiamo il cugino di Steve McQueen e affidiamo le nostre  anime a Caronte che, dopo un paio di chilometri, si ferma in una stazione-bettola a mangiare.
Il posto è un incrocio di luoghi già visti: tavoli in formica da oratorio, pareti e pavimento di piastrelle da cesso pubblico, musica da discoteca anni 90 e scodelle di metallo come piatti, un po’ come nella cuccia del cane del mio vicino. Sembra di essere in uno stabilimento balneare, sarà per l’abbondanza di infradito. Finalmente si riparte, è l’una di mattina.
Ci assegnano una cuccetta e una coperta che ha visto più inverni di me: forse arriva da Woodstok e da quella volta non l’hanno mai lavata! Combatto con l’aria condizionata una buona mezzora prima di decidermi a imbozzolarmi in quel reperto archeologico.

 

 

Andrea Longhi - Illustratore
Murano – 56X44 cm – Acquerello

 

 

Come scegli cosa dipingere?

Mi capita spesso di fermarmi per la strada e dire “questo lo devo disegnare”. Un muro rovinato, un portico con un particolare gioco di luci, un fiore che non avevo mai visto, una ruspa abbandonata… ogni soggetto ha qualcosa che io vedo come una sfida per mettermi alla prova, o semplicemente ho voglia di fermarmi e riempire un’altra pagina del mio quaderno.

 

Come scegli le tue mete?

Questa è la risposta meno romantica ma più sincera che posso dare: non scelgo io, sceglie il conto in banca ed il tempo! Se fosse per me starei sempre a spasso ma non ho ancora vinto la lotteria… Per fortuna ho amici sparsi ovunque e spesso sfrutto l’occasione del viaggio per andare a trovarli o vado a trovarli per viaggiare. Con gli impegni di lavoro che aumentano devo ripiegare su cose più semplici, non posso fare come a vent’anni che sparivo per tre settimane senza pensieri.
Ultimamente prediligo città d’arte, credo d’essermi impigrito! Facili da raggiungere, molti bar dove sedermi a disegnare bevendo una birra. Una volta ero più avventuroso ma il vento sta cambiando…

 

Andrea Longhi, Illustratore
Ponte Dante, Treviso – 56X26 – Acquerello

Desideri o progetti per il futuro?

Qui non ho dubbi: un bel viaggio in bicicletta.
Ci avevo preso gusto nel 2009 con un giro in Alsazia assieme al mio amico e collega Daniele Rudoni, feci un carnet di quel viaggio e vinsi anche un premio. Viaggiare in bici è economico e rilassante, hai modo di apprezzare il paesaggio come se andassi a piedi ma fai anche molta strada. Per motivi di salute non mi è stato possibile fare altri viaggi del genere ma ora son guarito, puoi immaginare come scalpito. Non pretendo di fare cose serie come Dino Lanzaretti ma vorrei arrivare a salutare un pò di buoni amici sparsi tra Belgio Inghilterra e Francia…documentando tutto con un bel carnet.

 

 

Andrea Longhi, Illustratore
“Dietro casa mia..”

 

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