Alejo – Illustratore

“Ho aperto gli occhi verso quello che mi sta più vicino e ho capito che l’ispirazione la trovo non solo nei luoghi lontani.”

 

Alejo viaggia per cercare casa. Viaggia alla ricerca delle sue origini nel Sud America e viaggia nei luoghi del suo quotidiano, trovandoci sempre un significato nuovo. Alejo ci porta in un modo di viaggiare del tutto nuovo, introspettivo. Il disegno è il viaggio stesso, permette conoscenza, permette di scoprire i luoghi ma anche i sentimenti delle persone. Attraverso il disegno gli è permesso osservare i volti dei suoi pazienti e capire un qualcosa di loro che va oltre le parole. Alejo si occupa infatti di assistenza a persone diversamente abili. Fra i suoi desideri vi è proprio quello di usare l’arte del dipingere come terapia.

 

Come hai iniziato a disegnare?

Disegno da quando ero piccolo. è sempre stata una forma di passatempo per me finchè non ho iniziato una scuola di fumetto che mi ha permesso di cimentarmi un po’ di più, ma ero molto preso da dei problemi familiari, decidendo così di lasciare. Dopo circa un anno ho conosciuto il gruppo Sketchcrawl di Roma tra cui c’era una ragazza che teneva un corso di disegno che trattava diversi temi: c’era chi si occupava della prospettiva, chi della narrazione, chi del colore.. io rimasi molto colpito dall’uso del colore. Fino a quel momento avevo sempre lavorato in bianco e nero, con la china o con la matita, ma attraverso queste lezioni iniziavo a capire che l’acquarello mi stava appassionando.
Nello stesso periodo ho deciso di fare il cammino di Santiago ponendomi come obiettivo quello di disegnare per raccontare le sensazione che avrei vissuto. L’ho utilizzato moltissimo ed è stato anche un modo per attirare e conoscere persone. Ora disegnare fa molto più parte della mia vita, non solo quando viaggio in luoghi lontani. Porto i fogli con me anche quando vado a visitare i luoghi vicino a casa mia. Pian piano il mio modo di approcciarmi a questa passione muta e prende colori differenti.

 

Cori - Latina
Cori – Latina

 

Di quali strumenti ti servi per disegnare?

Ho visto molte persone costruire dei taccuini in modo molto articolato, arricchendoli con citazioni, mappe, piccole decorazioni che lo rendono ancora più interessate. Io sono un po’ più libero. Disegnare per me è un atto molto spontaneo, quindi se mi ritrovo davanti un bel paesaggio tiro fuori dei fogli e disegno. Costruire il taccuino è un secondo passo, ma la mia esigenza in quel momento è catturare quel paesaggio, quella situazione in cui mi trovo. Abbellire l’insieme è un’azione secondaria.

 

Racconta di alcuni tuoi viaggi.

Fortunatamente ho viaggiato tantissimo. è stato molto significativo per me il viaggio in Ecuador, viaggio che ho deciso di fare per scoprire la mia terra d’origine. Sono andato nel 2015 e anche qui ho provato a mettere su carta alcune delle mie impressioni.
Un altro viaggio che racconto sempre è quello del mio ultimo cammino di Santiago. È stato interessante perchè ho sperimentato un’esperienza abbastanza inusuale. Ho conosciuto un signore tedesco di 76 anni. Lui non parlava inglese, solo tedesco, quindi era molto difficile comprendersi, ma è stata sorprendente l’intesa che si è creata tra me e lui. In qualche modo riuscivamo a comunicare, attraverso la mimica principalmente. Anche lui dipingeva e per questo motivo, ma anche per i nostri caratteri affini, abbiamo deciso di camminare insieme. Siamo riusciti a passare moltissimo insieme senza dirci troppe parole. Avremmo potuto prendere due strade diverse, ma invece ci siamo scelti.

 

Occhi nativi - "La mia passione per la cultura indigena"
Occhi nativi – “La mia passione per la cultura indigena”

 

Cosa significa per te viaggiare?

In questo momento ho l’idea di conoscere meglio il Sud America, quindi sotto questo punto di vista viaggiare significherebbe per me conoscere la terra da cui provengo. Per diversi motivi, ora, sono un po’ più radicato in Italia. Vivo a Roma e spesso vado dalla mia ragazza a Viterbo. Sulla strada per raggiungerla si incontrano dei luoghi naturali molto suggestivi come boschi e montagne. Ho aperto gli occhi verso quello che mi sta più vicino e ho capito che l’ispirazione la trovo non solo nei luoghi lontani, dopo aver preso consapevolezza che in realtà non conosco nemmeno ciò che sta vicino a me.

 

Da cosa sei ispirato?

Mi ispira la luce. Sono invaghito dal colore e dall’effetto di una sfumatura. È un momento personale quello in cui riporto la luce di un luogo su un foglio. Sono contento di vivere quell’attimo perchè c’è volontà di entrare in quel gradino, in quel muro, in quel cielo.. Amo i paesaggi marini e ancora di più i paesaggi montuosi.
Anche il volto mi ispira.

 

"Secondo pellegrinaggio verso Santiago de Compostela a piedi sul cammino del nord. Insieme ad un pellegrino tedesco di nome Hans con cui abbiamo deciso di camminare assieme nonostante non parlassimo la stessa lingua. Momento di relax lui appunta il suo diario, io lo ritraggo."
“Secondo pellegrinaggio verso Santiago de Compostela a piedi sul cammino del nord. Insieme ad un pellegrino tedesco di nome Hans con cui abbiamo deciso di camminare assieme nonostante non parlassimo la stessa lingua. Momento di relax lui appunta il suo diario, io lo ritraggo.”

 

 

Parla del rapporto che intercorre tra te e le persone che ritrai.

Da Settembre seguo una persona che ha un viso particolare. A volte attraverso uno scatto fotografico o sul momento ho cercato di riprodurlo. C’è persino stato un periodo in cui organizzavamo degli incontri in cui lui posava per me. Ho provato altre volte a disegnare il viso di alcuni ragazzi con dei problemi psicologici. Disegnare il loro volto mi permette di capirli meglio. Alcuni aspetti interiori si leggono sul volto delle persone, soprattutto negli occhi. Per me è un linguaggio, un modo per parlare, per entrare in punta di piedi nel mondo di qualcun altro senza fare troppe domande ma è anche un modo per superare quell’imbarazzo che si crea fra due persone che inizialmente non si conoscono.
Molti anni fa seguivo un bambino autistico. C’è stato un episodio in cui ha avuto una crisi per colpa dell’insegnante di scuola. Attraverso un suo disegno sono riuscito a capire cose sentiva. Il disegno è uno strumento eccellente per capire cosa i miei pazienti stanno vivendo, mi arriva qualcosa di loro che va oltre le parole.

 

Progetti futuri?

Vorrei utilizzare il disegno come terapia per bambini ma anche adulti e poi vorrei cercare dei canali per fare mostre.
Mi piacerebbe inoltre portare avanti una parte più personale di me che sta nelle mie riproduzioni della parte dell’Amazzonia indigena.

 

Fiera Della letteratura di viaggio a Roma
Fiera Della letteratura di viaggio a Roma

 

"La faggeta vetusta dei monti cimini è un Luogo magico e in quella giornata di agosto si respirava la frescura sotto le fronde dei faggi. L'ispirazione mi nacque quando vidi il muschio sulle rocce e il gioco di sfumature, di luci e ombre che si creava. Spesso amo passeggiare in quei posti per trovare qualcosa da catturare su fogli o taccuini"
“La faggeta vetusta dei monti cimini è un Luogo magico e in quella giornata di agosto si respirava la frescura sotto le fronde dei faggi. L’ispirazione mi nacque quando vidi il muschio sulle rocce e il gioco di sfumature, di luci e ombre che si creava. Spesso amo passeggiare in quei posti per trovare qualcosa da catturare su fogli o taccuini”