Anna Cottone – Illustratrice

“Disegnare significa per me raccontare, ma anche trovare il bello dove gli altri non lo vedono.”

 

Anna è stata insegnante universitaria. La passione per il disegno è rimasta un suo piacere personale per molto tempo finchè non ha deciso di dare vita al gruppo “Sketchcrawl” di Palermo di cui lei è coordinatrice. Si tratta di una riunione di persone che nel viaggio condividono la passione per il disegno sul taccuino; viaggio che si conclude a volte con una mostra allestita da Anna al fine di valorizzare l’esperienza vissuta ma soprattutto quelle località di Palermo spesso poco conosciute, ma che rivelano avere un grande potenziale. 

 

Come nasce la passione per il taccuino di viaggio?

Ho sempre fatto taccuini di viaggio, ma è negli ultimi anni che ho approfondito questa mia attività, in particolare da quando ho scoperto, tramite facebook e altri sistemi informativi, che esistono persone che come me viaggiano con il taccuino. Sono entrata così a far parte di gruppi che organizzano viaggi per artisti. L’ultimo che ho fatto è stato in Israele con un gruppo di ragazzi di Roma.
Dopo aver scoperto il piacere di condividere con altri la passione per il taccuino, cerco di viaggiare principalmente con persone che disegnano.

 

Le mura di Gerusalemme - Acquarello di un viaggio in Israele e in Palestina organizzato dal gruppo Urban Sketchers di Roma
Le mura di Gerusalemme – Acquarello di un viaggio in Israele e in Palestina organizzato dal gruppo Urban Sketchers di Roma

 

Parla del tuo gruppo Sketchcrawl di Palermo.

Ho organizzato qui a Palermo un gruppo che si chiama Sketchcrawl-Palermo. L’ultimo viaggio che abbiamo fatto quest’anno è stato a Monreale, una cittadina di Palermo, dove si trova il Duomo. Abbiamo iniziato questo viaggio l’anno scorso, ma quest’anno lo abbiamo ripreso perchè c’è molto da vedere.
Alla fine di alcuni viaggi organizziamo delle mostre. Ora, per esempio, sto organizzando una mostra su  un viaggio che abbiamo fatto in 10 persone sul tram n1 di Palermo: si tratta di una nuova linea che va verso la periferia; così abbiamo preso quel tram e, fermandoci in diverse tappe, abbiamo disegnato aree generalmente poco conosciute della nostra città. La mostra si terrà a febbraio all’Ecomuseo del mare, edificio che ha sede in un manufatto di archeologia industriale, sulla costa sud di Palermo. È un luogo molto suggestivo. Un altro viaggio è stato lungo il fiume Oreto, ora devastato.

 

Come scegli per il tuo gruppo i luoghi da visitare?

Mi piace organizzare viaggi che ci permettono di scoprire luoghi che la nostra città comunemente non conosce, di periferia, in modo da poterli valorizzare. D’altra parte mi è capitato di organizzare anche viaggi in luoghi conosciutissimi, come nei teatri di Palermo.

 

La periferia - In tram sulla linea n. 1 di Palermo
La periferia – In tram sulla linea n. 1 di Palermo

 

Che cosa ti ispira?

Mi ispirano i luoghi poco frequentati, degradati a volte, dove ci sono gioielli che brillano in mezzo al deserto. Di questi luoghi le città sono piene. Ma mi piace anche disegnare le persone. Il paesaggio ha senso se contiene delle storie, disegnare significa infatti per me raccontare, ma anche trovare il bello dove gli altri non lo vedono.

 

Quanto ci metti per fare un disegno?

Io sono molto veloce. Appena vedo qualcosa che mi ispira lo disegno immediatamente. Può capitare che definisco alcuni dettagli o scritte in un secondo momento, ma il disegno lo faccio sul luogo. A volte ci sono persone che fanno una fotografia del posto per poi disegnarla successivamente, ma penso che questo modo di disegnare non permetta di cogliere l’anima del luogo. Lo sguardo della fotografia è diverso dal nostro sguardo.

 

Palermo multietnica - i mercati
Palermo multietnica – i mercati

 

Che tecnica usi?

Uso solitamente la penna semplice, oppure l’acquarello, ma anche la penna acquerellabile. Fondamentalmente uso tecniche che mi permettano di lavorare velocemente. I pennarelli li uso poco poco.
La scelta in realtà dipende molto dal tempo che ho a disposizione. Per questo motivo viaggio sempre con due taccuini: uno per i luoghi dove ci fermiamo per almeno due ore su cui ho modo di costruire un disegno più accurato, magari tracciando il disegno con la matita per poi colorarlo con l’acquarello. Se invece ho meno tempo ho un altro taccuino più piccolo su cui faccio disegni a penna veloci.

 

Qual è stata un’esperienza particolarmente significativa in uno dei tuoi viaggi?

Sicuramente il viaggio in Nepal è stato uno dei più belli. È stato il primo che ho fatto con un gruppo di disegno, organizzato da Maya di Giulio. In Nepal c’è una spiritualità che si sente molto, un po’ come anche in Egitto, dove sono stata con gli studenti della facoltà di architettura molti anni fa. Si sente in questi luoghi un legame con le cose, la natura, gli animali, lo definirei un legame antico e chi disegna percepisce questo spirito ancora di più.

 

Cosa significa per te disegnare?

Per me disegnare è come una pratica zen. Ho visto ultimamente un film su Van Gogh; film che non mi ha entusiasmata molto, ma c’è stata una frase in cui mi sono identificata: “Quando disegno non penso.”

 

Times Square - New York
Times Square – New York

 

Levanzo - Disegnare il vento..
Levanzo – Disegnare il vento..

 

Acquarello per l’incontro di disegno organizzato dall’associazione "Autori diari di viaggio" di Ferrara.
Acquarello per l’incontro di disegno organizzato dall’associazione “Autori diari di viaggio” di Ferrara.