Daniele del Moro – Scrittore, Giornalista e fotografo

 “Io sono un inquieto per natura; quindi quando mi sale questa sindrome, la cosiddetta Wanderlust, devo camminare oppure viaggiare perchè il viaggio ti porta ad uscire dagli schemi”

 

Daniele è un giornalista professionista, direttore del quotidiano online Green Planet News. È proprio la sua passione per la natura e, allo stesso per la scrittura, che lo porta a far nascere questa rubrica che in poco tempo riscuote molto successo. Il viaggio è un’altra parte fondamentale della sua vita. Sul blog “Scrittore in viaggio” Daniele riporta poesie, riflessioni, racconti che annota accuratamente su un taccuino, ma qui trova anche spazio per esprimere la sua passione per la fotografia. 

 

Spiegaci di cosa ti occupi.

Io sono un giornalista da molti anni e vengo principalmente dal settore dell’agricoltura e dell’arredamento. Ho lavorato per molti anni per una casa editrice, ma ad un certo punto è andata crisi, così io e miei colleghi con cui andavo più d’accordo abbiamo deciso di staccarci e di dare vita ad un quotidiano online, ora molto seguito, che si chiama “Green Planet News” di cui io sono il direttore. Il progetto parla non solo di ambiente, ma anche di agricoltura, viaggio, animali, benessere e altri aspetti caratterizzati da una concezione del green piuttosto vasto che vuole essere speranza per uno stile di vita migliore. Chiamo le nostre notizie “positivizie” proprio per il fatto che la nostra attenzione è sempre rivolta a situazioni che non sono negative come di solito invece si usa trovare nei giornali più comuni.
Inoltre seguo da tempo un blog in cui riporto le mie esperienze di viaggio, ma parlo anche molto di fotografia, un’altra mia passione. Qui c’è una sezione che si chiama “Moleskine” che, non a caso, era il taccuino del viaggiatore per eccellenza. Era il taccuino su cui Bruce Chatwin, un grande viaggiatore, annotava i suoi appunti.  In quella sezione scrivo spesso delle riflessioni che posso riguardare i bei viaggi, i ricordi, le memorie o comunque l’attualità.

 

"Rapimento estatico ossia quando la bellezza naturale si fa rivelazione comunicando il verbo del mondo a cui apparteniamo e di cui ci ricordiamo quando ne siamo consapevoli. Mettendoci le ali e planando su tale bellezza". Praslin, Seychelles
“Rapimento estatico ossia quando la bellezza naturale si fa rivelazione comunicando il verbo del mondo a cui apparteniamo e di cui ci ricordiamo quando ne siamo consapevoli. Mettendoci le ali e planando su tale bellezza”. Praslin, Seychelles

 

Di quali mezzi ti servi per scrivere durante i tuoi viaggi?

Per me il viaggio è una metafora esistenziale, ideale, concreta. Oggi c’è molta tecnologia, ma io, un po’ come Paolo Rumiz, un altro grande viaggiatore, credo molto nel taccuino con la penna. Penso che questo approccio permetta un rapporto più spontaneo con ciò che si sta vivendo. Se in un particolare momento mi viene in mente qualcosa da descrivere, dallo zaino o dalla tasca posso immediatamente prendere la penna e buttare sulla carta ciò che vedo e sento. In questo vi è in parte una deformazione giornalistica. Ho viaggiato molti anni per lavoro e anche grazie a questo ho imparato ad essere molto veloce nello scrivere. Ma in generale quando scrivo mi piace usare il metodo tradizionale.

 

In quali momenti della giornata scrivi?

La scrittura è come un buon vino; va lasciata decantare prima di essere messa sul bicchiere, cioè sulla carta. Quindi spesso cammino, faccio molti dei miei viaggi a piedi. Durante l’arco della giornata raccolgo nella mia mente tutte le informazioni necessarie per poi, in un secondo momento di pausa, sedermi e scrivere. Altrimenti la sera è generalmente il momento in cui mi raccolgo per decantare le sensazione che ho vissuto durante il giorno e per metterle sul taccuino.
D’altra parte ci possono essere delle situazioni che si fanno talmente forti che non puoi fare a meno di prendere il taccuino e scrivere. C’è necessità, in quei momenti, di raccontare i colori di una strada, di un paesaggio o semplicemente di un cielo.

 

"L’uomo che non cammina perde la fantasia. Mollare gli ormeggi e affrontare il sentiero è un atto rivoluzionario in un mondo come questo. Camminare solleva il corpo e fa volare il cuore, facendo nettezza nella mente bombardata di cose inutili."
“L’uomo che non cammina perde la fantasia. Mollare gli ormeggi e affrontare il sentiero è un atto rivoluzionario in un mondo come questo. Camminare solleva il corpo e fa volare il cuore, facendo nettezza nella mente bombardata di cose inutili.”

 

Che cosa ti ispira?

Mi ispira molto la natura. È proprio da questo amore verso di lei che ho voluto creare il quotidiano Green Planet. La natura, soprattutto dove non è troppo antropomorfizzata, è la miglior fonte di ispirazione che ci possa essere per uno scrittore. Ma anche la solitudine lo è.
Sicuramente anche le persone ispirano, ma non nell’epoca della globalizzazione in cui fondamentalmente non è possibile trovare diversità. Ciò che mi affascina è piuttosto vedere le tradizioni, un artigiano, un contadino, un ambito tipico.
Mi ispira moltissimo anche la campagna che abbiamo in italia; la Toscana ne è un esempio. Vado spesso a camminare sulla via Francigena. Lì, in certi momenti, basta sentire il rumore dei tuoi passi e puoi veramente scrivere tanto. Da questi attimi ho tratto ispirazione anche per le poesie.

 

Qual è stato un paesaggio emblematico per te?

Sicuramente la Monument Valley in America e in particolare la Tower Butte, un pinnacolo che si eleva per oltre 1.000 metri sopra il livello del mare raggiungibile tramite un elicottero. Anni fa eravamo in questo posto meraviglioso e, la mattina presto, abbiamo preso l’elicottero per arrivare su questo grattacielo di pietra da cui si vede tutto il Grand Canyon. In quella situazione c’è stato molto da scrivere.

 

Che genere di libri leggi?

Mi piacciono molto i saggi filosofici, quelli che cercano un perchè a questo movimento di gente che c’è nell’universo. Ma mi piacciono anche i libri che descrivono il viaggio e ti fanno piombare con la mente sulla strada, devono avere un ritmo incalzante. Cito per esempio Paolo Rumiz, un grandissimo giornalista e scrittore.

 

"Tengo il cielo più volte lassù. Ti ascolto senza che esca suono. Nell’immenso del pensiero in un’estasi che sa di pulito e di incorruttibile. Dobbiamo chiamarci. Più spesso"
“Tengo il cielo più volte lassù. Ti ascolto senza che esca suono. Nell’immenso del pensiero in un’estasi che sa di pulito e di incorruttibile. Dobbiamo chiamarci. Più spesso”

 

Cosa ti spinge a viaggiare?

Viaggiare è trovare pace. Marguerite Duras dice: ” Scrivere è urlare nel silenzio”. Io sono un inquieto per natura; quindi quando mi sale questa sindrome, la cosiddetta Wanderlust, devo camminare oppure viaggiare perchè il viaggio ti porta ad uscire dagli schemi, da tutto ciò che intorno a volte può trasformarsi in una routine un po’ costrittiva. Il viaggio, se vissuto bene, diventa invece un’autentica libertà, allarga la mente per la diversità di gente e di luoghi che ti porta ad incontrare.

 

"Ho la sensazione che le cose si mettano a posto da sole, che i pensieri in certi luoghi diventino una discesa verso la tua libertà. Parli da solo, bevi un bicchiere di vino e leggi ad alta voce. Come se il mare rendesse inutile ogni sintassi e le spiegazioni fossero vane davanti all’inesprimibile. Lasci che sia il profumo della salsedine a dettare la storia. Non fai più resistenza perché, crocifisso all’abbraccio della sabbia, diventi come il prolungamento di una costellazione. Sapendo che si farà presto sera, diventi come un soldato in trincea. Respiri la luce come fosse la tua splendida stella custode. E disidrati i pensieri, ancora una volta per dissolverti nello zenith di un altro cielo..."
“Ho la sensazione che le cose si mettano a posto da sole, che i pensieri in certi luoghi diventino una discesa verso la tua libertà. Parli da solo, bevi un bicchiere di vino e leggi ad alta voce. Come se il mare rendesse inutile ogni sintassi e le spiegazioni fossero vane davanti all’inesprimibile. Lasci che sia il profumo della salsedine a dettare la storia. Non fai più resistenza perché, crocifisso all’abbraccio della sabbia, diventi come il prolungamento di una costellazione. Sapendo che si farà presto sera, diventi come un soldato in trincea. Respiri la luce come fosse la tua splendida stella custode. E disidrati i pensieri, ancora una volta per dissolverti nello zenith di un altro cielo…”

 

"La bellezza non è altro che un modo di stare al mondo, l’energia che scaturisce dalla natura come “latente e quieta forza generatrice”. Per fare di ogni “oltritudine” un viaggio verso l’ignoto, nella speranza di un nuovo giorno."
“La bellezza non è altro che un modo di stare al mondo, l’energia che scaturisce dalla natura come “latente e quieta forza generatrice”. Per fare di ogni “oltritudine” un viaggio verso l’ignoto, nella speranza di un nuovo giorno.”

 

 

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