Davide Curioni – Fotografo

“Ogni pretesto è buono andare in altre parti del mondo. Il viaggio non è per me la tipica vacanza: non è riposo, è spesso più impegnativo del lavoro. Ne vale la pena perché è una forma di investimento: torno sempre arricchito.”

 

Davide viaggia da solo ma anche con la sua famiglia. Tutto è iniziato da una macchinetta semi-giocattolo. Ora la macchina fotografica lo accompagna ovunque vada.

 

In che modo il viaggio fa parte della tua vita?

Viaggiare è un parte essenziale del mio esistere. Ai viaggi destino una parte importante dei miei soldi, e credo siano tra quelli spesi meglio. Il viaggio non è per me la tipica vacanza: non è riposo, è spesso più impegnativo del lavoro. Ne vale la pena perché è una forma di investimento: torno sempre arricchito. A 13-anni circa sono andato a Parigi da solo in treno, ospitato là da amici di famiglia. Dopo di che ho fatto vari Interrail e giri in Europa con gli amici. Vacanza-studio a Cambridge intorno ai 20. Poi viaggio di lavoro negli USA per una settimana che mi ha permesso di mettere le basi per una partnership con una società americana che ancora oggi seguo e mi rende bene. Ancora oggi, che ho quasi 50 anni, cerco appena possibile di unire il lavoro al viaggio. Vado regolarmente in Israele, Cina, Giappone, USA, Belgio, unendo sempre dei giorni di esplorazione ai giorni di lavoro.

 

Come viaggi con la tua famiglia?

Ho sposato mia moglie intorno ai 30; anche lei era una viaggiatrice. Abbiamo fatto vari viaggi insieme, poi ci siamo placati quando sono nati i figli che ora hanno 13 e 14 anni, esplorando per qualche anno quasi solo l’Italia, anche se, in realtà, fin da piccolissimi ci hanno seguito in Irlanda, Francia e alle Canarie. Già intorno ai 7/8 anni li abbiamo portati in Israele per il primo viaggio impegnativo. Poi ci hanno seguiti in Armenia, Vietnam, Thailandia, Georgia, USA, Sudafrica, Giappone, Giordania, Birmania, India, ecc.. A volte usiamo agenzie di viaggio, altre volte organizzo tutto io. In genere preferisco alloggi tipici, non troppo di battaglia, e tendo ad evitare le catene internazionali, senza disdegnare un po’ di comfort. Appena posso, noleggio auto o uso mezzi di trasporto pubblici, per avere massima libertà.

 

Fushimi inari taisha shrime - Kyoto
Fushimi inari taisha shrime – Kyoto

 

Come hai iniziato a fotografare?

Fin dalle elementari, con una macchinetta semi-giocattolo. Poi mio padre mi ha passato una sua vecchia macchina a pellicola. Al liceo ho comprato una reflex a pellicola Canon, una bella macchinetta ma con lenti di fascia economica (gli zoom tuttofare), che mi ha seguito in molti viaggi.
Non ho seguito corsi, ho letto però vari libri sulla fotografia. Alla nascita del primogenito ho preso uno dei primi modelli digitali, una compatta Canon. Qualche anno dopo ho preso una Reflex Canon economica. Negli USA ho preso la prima lente professionale, la serie L Canon, e ho capito che faceva una grossa differenza. Da lì le spese fotografiche sono diventate un fiume. Ho iniziato a frequentare siti di appassionati di fotografia, soprattutto juzaphoto.com. Sono passato dopo qualche anno ad una reflex semiprofessionale, la Canon 5D Mark III, che mi ha seguito per vari anni. Ora sono passato alla mirrorless.

 

Gion - Kyoto
Gion – Kyoto

 

Lo fai per lavoro o è un hobby?

Fotografo per hobby. Ho usato nel mio lavoro alcune foto fatte da me, per il sito internet della società e per vari cataloghi, ma non ho mai fatto fotografie per conto terzi. Forse la ragione principale per cui fotografo è custodire la memoria di quello che vedo. Per me, soprattutto, anche se poi pubblico le foto sperando che possano essere utili per altri.

 

Dove sei stato nel mondo?

La lista è lunga. Non so se sia più lunga la lista dei posti che ho visto o quella di quelli che vorrei vedere. Questa è una stupida mappa dei Paesi che ho visitato:

 

 

E’ stupida perché segna l’intero Paese quando ovviamente spesso ne ho visto solo una piccola parte. Come vedi, amo l’Asia. Cina e Giappone sono tra le mie mete preferite. Mi manca tutto il Sud America e l’Oceania. Spero l’anno prossimo di vistare la Bolivia o l’Argentina. In vari posti sono stato più volte. Mi piace vedere le popolazioni, le culture diverse.

 

Scegli una foto scattata da te più emblematica e spiega perché.

Ne scelgo due, molto diverse:

 

Una balena in Islanda, che giocava accanto alla nostra barca. Avere accanto questi grandi mammiferi è stata un’emozione fortissima.
“Una balena in Islanda, che giocava accanto alla nostra barca. Avere accanto questi grandi mammiferi è stata un’emozione fortissima.”

 

"Un anziano ad Axum, in Etiopia, che manifestava devozione baciando le pareti di una chiesa (gesto che ho visto fare frequentemente in Etiopia). Mi piace la combinazione di colori, e il senso del sacro che questa foto esprime."
“Un anziano ad Axum, in Etiopia, che manifestava devozione baciando le pareti di una chiesa, gesto che ho visto fare frequentemente in Etiopia. Mi piace la combinazione di colori, e il senso del sacro che questa foto esprime.”

 

Qual è stata l’esperienza più significativa in uno dei tuoi viaggi?

Forse l’anno scorso in Cina, un viaggio in aree rurali abitate da etnie particolari molto affascinanti, sempre più compromesse dal progredire della civilizzazione. Ma veramente, è difficile scegliere. Di esperienze estremamente toccanti ne ho vissute in molti posti. Forse in cima, oltre alla Cina, stanno Etiopia, Giappone, Vietnam, Namibia, Armenia.

 

 Ci sono fotografi a cui ti ispiri?

Salgado per me è un punto di riferimento.
Fotografie importanti: il reportage di viaggio vero, impegno coniugato all’arte.

 

Cosa significa per te viaggiare?

Significa esplorare, conoscere gente, conoscere posti, conoscere culture, condividere bellezza. Un aspetto fondamentale del viaggio è lo sperimentare il cibo del posto. Ho imparato a mangiare di tutto. Ho superato l’ultima barriera in Cina, assaggiando insetti.
Mi piace cercare di capire i modi di vivere, di pensare, le religioni, il cibo, visitare i musei, approfondire la cultura, ammirare i paesaggi, osservare la fauna, e anche qualche volta starmene in spiaggia a godere il mare. Sto studiando il giapponese in preparazione del viaggio di quest’estate.

 

 

Ghiaccia lungo la spiaggia "Lava" - Jökulsárlón (Islanda)
Ghiaccia lungo la spiaggia “Lava” – Jökulsárlón (Islanda)

 

Qual è la tua modalità di viaggio?

Mi piace il viaggio lento, evitare il mordi-e-fuggi, stare un po’ di giorni in aree limitate per conoscerle bene, anche se non è sempre possibile. Purtroppo il tempo è sempre limitato. La fotografia è un aspetto importante ma secondario del viaggiare. A volte gli spostamenti sono condizionati dalle esigenze fotografiche, ma in questo si ha piena libertà solo viaggiando da soli e non mi capita spesso.

 

Progetti o desideri per il futuro?

Tanti. Quest’estate starò quasi un mese in Giappone, girando quasi tutto l’Hokkaido in auto e treno, e tornando nell’Honshu. Ho combinato le date in modo da partecipare ad un festival importante, il Nebuta di Aomori. Quest’autunno dovrei riuscire a tornare per la quarta volta in Israele, dove faccio volontariato e unisco sempre qualche giorno di esplorazione. Quest’anno vorrei spingermi verso il Libano. Per l’inverno forse l’Orissa. L’anno prossimo ho in programma il Sud America, mentre mia moglie vorrebbe tornare in Africa. Troveremo un compromesso. Vorrei anche fare un altro viaggio in solitaria in Cina, nel nord-ovest oppure nello Yunnan.

 

 

Askja - Islanda
Askja – Islanda

 

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