Gaetano Appeso – Scrittore

“Viaggiate. Quando avrete completato il vostro iter formativo e avrete trovato il vostro posto nella società, periodicamente, mollate tutto. Mollate tutto per una settimana, due, un mese.. mettete lo zaino sulle spalle e partite perchè il mondo non è la vostra regione, il vostro stato. Il mondo è quello che sta al di fuori.. “

 

Gaetano è un ufficiale della Marina Militare Italiana. È da qui che nasce la sua passione per i viaggi che conduce con il suo fedele amico: un taccuino sul quale annota tutte le curiosità dei luoghi più remoti della terra. Quei diari sono ora dei libri, ormai distribuiti in tutto il mondo dopo che il suo ultimo lavoro letterario “Mesoamerica – Sulle tracce del Serpente Piumato” è stato proclamato Libro dell’Anno 2018. Il suo primo libro, “E-mail dall’Amazzonia”, è da gennaio disponibile sul mercato mondiale in lingua inglese e parallelamente è in corso il tour europeo di presentazione, con sei tappe già pianificate: Vienna, Bristol, Amsterdam, Bruxelles, Varsavia e Malta. Altre città sono in elenco. Ma il grande successo dei suoi libri è perlopiù scolastico. Sono decine, ormai, le scuole italiane che adottano i suoi libri come libri di testo o all’interno di progetti di lettura in classe. Attività che si completa con l’incontro con l’Autore. 

 

In che modo il viaggio fa parte della tua vita?

Io parto periodicamente circa ogni anno per dei lunghi periodi che trascorro in zone abbastanza remote come Siberia, Amazzonia, Australia, Africa.. Viaggio con uno zaino sulle spalle spostandomi da una comunità all’altra cercando di farmi ospitare, vivendo con le persone locali, condividendo la loro quotidianità in piccoli villaggi o a volte anche all’interno di tribù. Tutto quello che vedo e che mi capita, compreso l’uso e il costume delle comunità che mi ospitano, lo annoto fedelmente su un taccuino di viaggio. Ne ho uno per ogni viaggio che ho fatto.

 

In quali momenti della giornata scrivi durante i tuoi viaggi?

La ricerca del tempo per scrivere è una costante nei viaggi. Di solito scrivo la sera oppure durante gli spostamenti che molte volte richiedono tante ore. Sui trasporti di solito si crea il momento ideale per annotare le mie riflessioni anche se in pullman la scrittura viene un po’ mossa.
A volte quando c’è tanto da scrivere dedico un’intera giornata alla scrittura, come mi è successo un mese fa in Indonesia: nell’attraversare la foresta del Borneo sono talmente stato colpito dalla peculiarità delle comunità che vivono nell’entroterra che trascorrevo le giornata annotando quello che facevo. Considero i miei diari dei documenti, una fotografia scattata di quell’area ad oggi perchè le cose cambieranno, già stanno cambiando.

 

Sito Archeologico di Prambanan - isola di Giava, Indonesia
Sito Archeologico di Prambanan – isola di Giava, Indonesia

 

La scelta di scrivere a penna e non a computer ha un senso per te?

Si, è in linea con i viaggi che faccio. Non vado negli alberghi e non mi appoggio a tour operator perchè vado alla ricerca dell’originalità. Voglio vedere quello che c’è da vedere e non quello che gli altri vogliono farmi vedere. Molto spesso le zone che visito sono talmente remote che affidarsi alla tecnologia non è saggio. Mi è capitato di perdere l’orologio, rompere il telefono.. perderei tutto il lavoro se portassi con me un portatile e mi ritrovassi improvvisamente senza. Poi a me piace la carta, il suo odore quando scrivo; lo trovo molto romantico, molto ottocentesco.

 

"La più grande avventura in Amazzonia. La follia che ha conquistato migliaia di viaggiatori. Il libro di narrativa più letto nelle scuole italiane, è ora disponibile anche in lingua inglese. Dal primo gennaio 2019 "E-mail from the Amazon" può essere acquistato da Rio de Janeiro a Pechino, disponibile in ogni angolo del globo..."
“La più grande avventura in Amazzonia. La follia che ha conquistato migliaia di viaggiatori. Il libro di narrativa più letto nelle scuole italiane, è ora disponibile anche in lingua inglese. Dal primo gennaio 2019 “E-mail from the Amazon” può essere acquistato da Rio de Janeiro a Pechino, disponibile in ogni angolo del globo…”

 

Parla dei tuoi libri.

Ne ho scritti tre: il primo si chiama “E-mail dall’Amazzonia”, il secondo “Thianciào – Taccuino di un viaggio in oriente” che nel 2017 ha vinto il premio letterario internazionale città di Firenze. L’ultimo  è “Mesoamerica, sulle tracce del Serpente Piumato” che ha vinto il titolo del libro dell’anno 2018. Tutti e tre sono taccuini di viaggio. Inoltre ho una piccola passione per la fotografia, quindi di solito i miei libri sono ricchi di foto che associate alla descrizione dei paragrafi servono allo scopo fondamentale di far fare un viaggio virtuale al lettore.

 

Racconta il tuo ultimo libro.

Parla di un viaggio, un’escursione fatta nell’America centrale tra Messico, Guatemala e Belize, con la solita modalità “zaino in spalla”, in cui ho attraversato quelle che sono state le terre appartenute ad Aztechi e Maya. Ho deciso di dare priorità alle piccole comunità locali Indios piuttosto che alle grandi città. Le tappe sono state anche dettate dalla presenza dei siti archeologici che in queste aree sono moltissimi.

 

Da dove viene il titolo “Mesoamerica, sulle tracce del Serpente Piumato”?

“Mesoamerica” identifica l’America centrale. Il resto del titolo si rifà alla mia passione per l’archeologia e ad una figura affascinante del mondo precolombiano: il serpente piumato aveva un nome diverso per ogni comunità: gli Atzechi lo chiamavano “Quetzalcoatl”, i Maya lo chiamavano “Kukulkán”. Ciò che mi ha colpito è stato il fatto che esso venisse raffigurato, sia negli antichi documenti che nelle raffigurazioni scultoree, come un uomo con la pelle bianca e la barba. Questo fatto mi ha colpito perchè essendo stato in America centrale molto tempo, ho visto moltissimi Indios. Loro hanno una particolarità genetica: non hanno la barba sul viso. Quindi mi sono chiesto come mai questa figura venisse rappresentata dagli Olmechi nel 200 a.C con la barba dal momento in cui non vi era consapevolezza che sul viso potesse crescere la barba. Chi aveva servito loro da modello? A chi avevano visto la barba sul viso? La curiosità mi a spinto a fare un grosso viaggio in America centrale alla ricerca di una risposta.

 

Indocina - "Puoi anche trovarti dall'altra parte del mondo, ma alcuni gesti sono universali... come il "Quant'è?" comunicato sfregando l'indice ed il pollice. Ovviamente, però, aspettiamoci una richiesta pari ad uno stipendio giornaliero locale per un casco di banane. Dopo aver attraversato Thailandia, Laos e Cambogia, il Vietnam appare quasi come un Paese evoluto. E forse, tutto sommato, lo è. Le grandi città vietnamite sono ormai diventate delle metropoli, ma il fascino medievale è rimasto intrappolato nelle periferie e nei piccoli villaggi contadini."
Indocina – “Puoi anche trovarti dall’altra parte del mondo, ma alcuni gesti sono universali… come il “Quant’è?” comunicato sfregando l’indice ed il pollice. Ovviamente, però, aspettiamoci una richiesta pari ad uno stipendio giornaliero locale per un casco di banane. Dopo aver attraversato Thailandia, Laos e Cambogia, il Vietnam appare quasi come un Paese evoluto. E forse, tutto sommato, lo è. Le grandi città vietnamite sono ormai diventate delle metropoli, ma il fascino medievale è rimasto intrappolato nelle periferie e nei piccoli villaggi contadini.”

 

C’è qualche personaggio che hai incontrato in uno dei tuoi viaggi che ti ha ispirato ?

Di solito viaggio da solo, ma nel viaggio in America centrale è venuto con me un conoscente: Vittorio, più giovane di 10 anni rispetto a me. Questo ragazzino, ora mio amico, aveva conosciuto su facebook una ragazza messicana. Mina è stata una risorsa perchè, oltre ad essere studentessa, faceva anche teatro e in quel periodo la sua compagnia teatrale stava facendo un tour per i siti archeologici. Le rappresentazioni rievocavano le scene di vita e i costumi dell’epoca. Mina era anche sciamano e grazie a lei siamo riusciti ad accedere ad una dottrina misteriosa prendendo parte ad un rituale sciamanico.

 

Come nasce il tuo interesse per il viaggio?

Sono un ufficiale della Marina Militare Italiana, il mio amore per il viaggio è nato sulle navi. Quando arrivavamo nei posti io uscivo per andare a guardare la vita delle popolazioni locali. Mi rendevo conto della realtà, a volte anche molto triste, al di fuori dei nostri confini. Appena mi hanno sbarcato, dopo 8 anni, ho messo lo zaino sulle spalle e ho iniziato a viaggiare.

 

"Non lo so... è che a volte hai bisogno di partire. Camminare alcuni giorni senza meta con l'unico scopo di perderti. Così da far assumere a ciò che ti circonda un fascino differente. Timoroso. Poetico. Perdere la concezione del tempo. Guardare il mare senza fretta. Sentire il vento, freddo per davvero. Le stelle illumineranno la notte solo se le nuvole lo vorranno. Passo dopo passo si traccia l'itinerario che presto le onde cancelleranno. E allora ti siedi a far riposare il fiato e il cuore, tanto, cosa importa dove ti trovi."
“Non lo so… è che a volte hai bisogno di partire. Camminare alcuni giorni senza meta con l’unico scopo di perderti. Così da far assumere a ciò che ti circonda un fascino differente. Timoroso. Poetico. Perdere la concezione del tempo. Guardare il mare senza fretta. Sentire il vento, freddo per davvero. Le stelle illumineranno la notte solo se le nuvole lo vorranno. Passo dopo passo si traccia l’itinerario che presto le onde cancelleranno. E allora ti siedi a far riposare il fiato e il cuore, tanto, cosa importa dove ti trovi.”

 

Ti saresti aspettato di arrivare a pubblicare libri?

Non me lo sarei mai aspettato. Sono partito con piccoli viaggi di giorni che poi sono diventati sempre più lunghi e impegnativi. Scrivevo solo per me, per avere un ricordo. Mi piaceva pensare che anni dopo avrei potuto rileggere il mio taccuino, mi avrebbe permesso di riassaporare le mie avventure. Soltanto in tempi recenti, nel 2014, una casa editrice mi ha proposto di pubblicare i miei diari. Una nota a mio sfavore potrebbe essere il fatto che ora, rispetto all’inizio, quando scrivo i miei taccuini sono consapevole che qualcun altro li leggerà e forse non scrivo più con la stessa spontaneità e leggerezza con la quale scrivevo prima.

 

Che genere di libri leggi?

Mi piacciono molto i saggi di archeologia e astronomia. Tra gli autori che leggo di più ultimamente c’è Graham Hancock e Robert Bauval.

 

Progetto futuri?

Sono tornato da poco da un viaggio in Indonesia, un viaggio molto impegnativo fatto con lo zaino in spalla. Ho attraversato l’isola del Borneo a piedi passando per l’entroterra, navigando sui fiumi o facendo lunghe camminate. Il prossimo libro che uscirà a metà di quest’anno riguarderà questo viaggio. Si chiamerà “Asia estrema”. Il prossimo progetto di viaggio è invece l’India.

 

Ci tengo a concludere con un invito, un suggerimento che voglio dare alle generazioni più giovani:

” Viaggiate. Quando avrete completato il vostro iter formativo e avrete trovato il vostro posto nella società, periodicamente, mollate tutto. Mollate tutto per una settimana, due, un mese.. mettete lo zaino sulle spalle e partite perchè il mondo non è la tua regione, il tuo stato. Il mondo è quello che sta al di fuori della nostra sfera. Il mondo sono le carovane di cammelli che attraversano i deserti, sono le tribù nella foresta amazzonica che mangiano la carne di scimmia (che mi hanno pure offerto, una cosa orribilante). Il mondo è questo; perchè chi viaggia ha meno paura della diversità, chi viaggia si sa adattare, chi viaggia non si lamenta mai perchè fuori si vede veramente quali sono i problemi, qual è la fame.”