Max Serradifalco – Artista Satellitare

“Utilizzo la piattaforma Google Maps come un pittore si avvale della sua tavolozza. Mi approccio ad essa come un artista si approccia alla sua tela bianca, ma solo con lo sguardo perchè l’opera d’arte esiste già”

 

 

Quello di Max è un viaggio virtuale per tutta la terra. Il suo interesse per il mondo lo porta a guardarlo attentamente da un punto di vista esterno attraverso Google Maps e ad individuarci delle immagini visionarie, contemporanee, che rivelano la grandiosità della natura. L’idea di Max ha riscosso fin da subito un grande successo per l’impatto e la potenza delle sue fotografie tanto che sono state e vengono esposte in moltissime mostre per tutta Italia. 

 

 

Spiega di cosa ti occupi.

Nasco come fotografo paesaggista nel 2007. Nel 2011 è nata l’idea di continuare questo lavoro, ma attraverso un viaggio virtuale grazie all’utilizzo delle mappe satellitari. Mi sono accorto nel tempo che stavo creando una nuova visione della terra colta dal mio personale punto di vista. Sono così nate delle serie fotografiche come la serie “Portrait” dove immagino dei volti attraverso le forme naturali della terra, oppure la serie ” Tree Rivers” dove i fiumi diventano arborescenze e tante altre. Creo delle visioni diverse della realtà per tramite della mia fantasia.

 

Tree Rivers 7, Olanda 2015
Tree Rivers 7, Olanda 2015

 

Qual è il metodo con cui scatti le tue fotografie?

Si tratta di screenshot. Non c’è manipolazione della foto perchè l’opera nasce dalle forme naturali della terra. Viaggio virtualmente fino a quando il mio occhio e il mio pensiero non si soffermano su delle forme che mi permettano di immaginare una visione. L’immagine nasce quindi soltanto dal mio sguardo. È molto importante per me non alterare l’opera attraverso la mia manualità poichè essa è già insita nella terra. Io non faccio altro che individuarla.

 

Come nasce questa idea?

Nasce da una intuizione che ho avuto mentre facevo il grafico e mi dedicavo allo stesso tempo alla fotografia paesaggistica. Mi ritrovavo spesso a fantasticare sui posti che avrei voluto vedere andando a guardarli da Google Maps. Vedevo i parchi nazionali americani o africani dall’alto e li guardavo attentamente. Il mio occhio iniziò a rimanere affascinato da queste visioni grafiche della terra. Scaturì in me l’idea di fotografarle. Decisi di parlarne con un critico d’arte, Aldo Gerbino, il quale intuì da subito l’originalità della mia idea. Iniziò così a visitarmi una volta a settimana per controllare i miei lavori e darmi dei consigli. Arrivò poi la proposta da parte della direttrice della Feltrinelli di Palermo di allestire una mostra con le mie opere. Fu quella l’occasione in cui ci accorgemmo dell’impatto che quelle immagini avevano sulle persone. Ricordo di un artista che venne alla mia mostra e mi sussurò nell’orecchio: <Tu hai una bomba tra le mani, devi solo saper farla esplodere>.

 

E-ART-H 13, Australia, 2016
E-ART-H 13, Australia, 2016

 

L’obiettivo delle tue opere ha fine esclusivamente estetico o c’è anche un’intenzione di trasmettere un messaggio etico\ambientale?

Il progetto nasce come estetico, ma un fine etico è insito nel lavoro stesso. Un po’ tutti i paesaggisti hanno la tendenza a mostrare il bello, la meraviglia della terra. Il senso è quello di suscitare delle sensazioni di stupore e di consapevolezza del fascino del mondo che possa far riflettere le persone sul modo in cui dovremmo vivere. Utilizzo la piattaforma Google Maps come un pittore si avvale della sua tavolozza. Mi approccio ad essa come un artista si approccia alla sua tela bianca, ma solo con lo sguardo perchè l’opera d’arte esiste già.

 

A proposito di azioni di tutela verso la natura parlaci del movimento Friends for Earth. Qual è il suo obiettivo?

Sto vivendo una nuova fase. Partendo dal presupposto che tutto ciò che faccio nasce in realtà da un amore per la natura, vorrei quest’anno impegnarmi in qualcosa di più concreto che sia legato alla mia arte.  È nata così la pagina Friends for Earth il cui obiettivo è quello di mettere in evidenza tutti i cambiamenti positivi che stanno avvenendo nella rivoluzione green di cui la terra ha bisogno. La domanda di fondo è: cosa possiamo fare noi come individui e società per il nostro pianeta? Questo movimento vuole invitare le persone ad impegnarsi concretamente in delle azioni che portino al cambiamento. Insieme ad un team stiamo studiando come diffondere questo messaggio e produrre delle azioni da compiere.

 

 

Iraq Earth Flag - Satellite Photography: Argentina, Chile, Iceland, Switzerland, 2016
Iraq Earth Flag – Satellite Photography: Argentina, Chile, Iceland, Switzerland, 2016

 

La serie Earth Flags è molto particolare e diversa dalle altre, vuoi spiegarci il suo significato?

Earth Flags è una serie realizzata nel 2016 che è un passo successivo rispetto alle altre opere che sono costituite da un unico scatto. Qui invece il lavoro è un collage di foto satellitari che attraverso i loro colori compongono le bandiere. La regola è che non associo mai il paesaggio di una nazione alla sua stessa bandiera perchè il concetto che voglio trasmettere sta nel considerarci come abitanti della terra prima di tutto, e poi come cittadini di una nazione. La nazione deve cioè accogliere l’umanità. Questa è un’idea nata dopo un anno di riflessioni, appunti e sensazioni ricevute soprattutto dalle varie mostre che ho visitato nel tempo.

 

Progetti futuri?

Sicuramente ora voglio dedicarmi a questa nuova pagina Friends for Earth con il quale vorrei generare un movimento pubblico. D’altra parte continuerò a dedicarmi a nuove opere e cercherò di esporre in mostre sempre più prestigiose. Stiamo lavorando per esempio per una collettiva di artisti satellitari; a Marzo ci sarà la fiera d’arte di Forlì dove mi hanno invitato ad esporre; ad Aprile ci sarà l’Earth Day a Cefalù per cui sto lavorando ad un’opera del tutto nuova, esula da quello che ho fatto fino ad oggi.

 

 

WLP 16, Namibia, 2013
WLP 16, Namibia, 2013

 

Oceania Sky-Land 1, Kanton island, 2014
Oceania Sky-Land 1, Kanton island, 2014

 

 

Qui la pagina di Max con tutte le serie fotografiche.

Qui la pagina fb Friends for Earth