Valerio Gatto Bonanni – Teatrante

“Siamo ciclisti urbani, ci piace andare in bici. Giriamo per le città e invece che andare con i mezzi, giriamo in bicicletta.”

 

Altri Mondi Bike Tour è uno spettacolo comico di divulgazione scientifica giocosa. Valerio Gatto Bonanni e il suo compagno di viaggio Guido Bertorelli lo portano con loro in bicicletta per promuovere un modo ecosostenibile di viaggiare.

 

Racconta del progetto altri mondi bike tour.

Altri mondi bike tour è una divulgazione scientifica giocosa su animali, piante e universo; In particolare tratta delle esigenze delle piante e delle società degli animali raccontando da un altro punto di vista il nostro pianeta e l’uomo in quanto una specie unica e speciale a differenza di come viene di solito studiata. L’altra particolarità dello spettacolo da cui il progetto prende il nome  è che in estate, e quando possiamo, giriamo in bicicletta portando lo spettacolo in giro.
Poi abbiamo una versione più “pesante” dello spettacolo: giriamo con scenografie più grandi tutte dentro ad un camper e facciamo pedalare il pubblico sopra dei cavalletti. In questo modo l’energia è alimentata dallo spettatore. La struttura ce l’ha data la società di reggio emilia “Mobile Green Power” che ce la presta in queste situazioni. Viene chiesto a due persone per volta dal pubblico di salire su delle biciclette, di pedalare e in questo modo alimentano le luci.

 

Perchè le bici?

Siamo ciclisti urbani, ci piace andare in bici. Giriamo per le città e invece che andare con i mezzi giriamo in bicicletta. Ci sembrava naturale usarla ed entusiasmante l’idea di poter mostrare come è possibile muoversi in bicicletta e quanto sia divertente. Penso sia un bel modo di passare il nostro messaggio.

 

 

Come fate a portare in giro il materiale necessario per lo spettacolo?

Le bici diventano parte della scenografia. Alcune parti stanno in borse, altre sono piccole e montabili. Alla fine diventa tutto semplice e trasportabile. Per la musica di solito chiediamo se riusciamo ad ottenere le casse a quelli del posto.

 

Come mai avete scelto questo tema?

È molto attuale. Siamo in una fase di cambiamenti climatici pazzeschi. Le cose non vanno bene per come stiamo trattando il pianeta. La scienza sta dando molte informazioni interessanti per esempio sulla vita sociale e comportamentale degli animali, cose che prima non venivano considerate e che fa capire che l’uomo non è una specie unica.

 

Dove siete stati in italia?

Abbiamo fatto 50 date: un bike tour per la Sicilia, un altro tra Ancona e Firenze, questo inverno siamo stati a Torino, Frosinone, sul Trasileno dove c’è un centro educatico e soprattutto a Roma abbiamo fatto moltissime date.

 

È un lavoro?

Si, è un lavoro a tempo pieno.

 

 

Da quanto lo fate?

Lo abbiamo progettato 5 anni fa e abbiamo iniziato da un anno.

 

Come vi siete formati?

Ognuno ha una formazione diversa: io ho frequentato registi molto bravi che mi hanno formato e poi ho avuto una formazione più spontanea di corsi e seminari. Lo scenografo si è formato in accademia. L’altro attore è bravo di suo, è un figlio d’arte. Ufficialmente è un fumettista disegnatore nonchè inventore di giochi da tavolo.

 

C’è qualcuno a cui vi ispirate?

Non ci ispiriamo a Piero Angela. Per quanto lui sia bravo, noi costruiamo uno spettacolo molto ironico, ricco di scherzi, battute e comicità. Lui è un bravissimo divulgatore scientifico ma molto morbido. Noi siamo più avvincenti e più folli se vuoi..
Ci siamo ispirati moltissimo ad un comico, George Carlinn, soprattutto per il nostro dialogo finale e per la Guida galattica degli autostoppisti, per come si pongono le persone con i conduttore.

 

 

Come reagisce il pubblico?

Molte bene. In realtà rimango sempre stupito da come reagisce. Riusciamo ad abbracciare un pubblico vastissimo, dai ragazzi ai bambini delle elementare, piace agli anziani, agli adulti.. È uno spettacolo trasversale che tocca un po’ tutti. Il fatto è che fa ridere e sorprendere; parliamo di storie che la maggior parte delle persone non conosce e al tempo stesso ridimensioniamo la figura dell’uomo.

 

 

Ti va di raccontare una esperienza particolarmente significativa?

Bhè la prima esperienza è stata bellissima. È stata emozionante perchè era il primo tour: c’era il camper che ci seguiva con le scenografie e noi eravamo in bicicletta. L’ultima tappa è stata da Barcellona a Capo d’Orlando, prima di Palermo e visto che la sera prima abbiamo festeggiato ce la siamo presi con calma. Abbiamo pedalato dalle 6 di pomeriggio fino alle 10 di sera. C’era un tramonto gigante e noi eravamo su una strada a strapiombo sul mare. Siamo passati da un punto da cui si vedeva il tempio greco della magna grecia, i golfi da una parte e dall’altra, era buio. In realtà è pericolosissimo, non si potrebbe fare. Una volta arrivati a Capo d’Orlando, stanchi, abbiamo trovato un circolo ARCI. Non avevano disponibilità per farci fare lo spettacolo, ma noi, ancora sporchi e sudati, ci siamo messi a raccontare lo stesso le nostre storie e abbiamo fatto il nostro gioco a “altri mondi quiz”.

 

In che cosa consiste il gioco “altri mondi quiz”?

È una sorta di Trivial Pursuit però molto più simpatico. Molte delle domande che noi facciamo sono tratte dallo spettacolo. Chiediamo per esempio: “Perchè l’elefante ha le orecchie così grandi?”. Una risposta è scema, una plausibile, una giusta  e una fantascientifica. Oppure: “Come comunicano le piante? con la telepatia, con le radici, con le foglie?”.  All’interno viene data la spiegazione scientifica e l’illustrazione. Lo spettacolo è molto interattivo con il pubblico. A volte usiamo qualche persona come oggetto oppure gli chiediamo di tenere una canna o facciamo loro delle domande.

 

“Lo spettacolo è molto interattivo con il pubblico. A volte usiamo qualche persona come oggetto oppure gli chiediamo di tenere una canna o facciamo loro delle domande.”

Avete qualche rito prima di esibirvi?

Il classico “merda, merda, merda” fa parte dei grandissimi classici del teatro: ci si mette in cerchio, uno dice qualcosa di buon augurio, poi ci si guarda tutti e si dice tre volte insieme merda e ci si tocca il sedere. Poi c’è l’altro attore che per placare la sua ansia ha dei riti:  mangia pezzi di limone, deve avere delle noci accanto a sè.. sono riti scaramantici, ma sono importantissimi. Ora siamo in due, ma quando eravamo in tre avevamo un sacco di canzoni. Mentre pedalavamo creavamo molte canzoni sceme soprattutto per darci forza. Ora sono rimaste ma siamo meno canterini

 

Progetto futuri?

Lavoro da 7 anni in un progetto di teatro con migranti che si chiama”Black Reality” in cui facciamo video, organizziamo piccoli festival e facciamo laboratori di formazione per loro.

 

Per saperne di più ecco qui la pagina il loro sito: www.altrimondibiketour.it
Qui la loro pagina Fb